Fase 2: coronavirus. L’Italia pronta a ripartire

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4 maggio 2020, l’inizio della Fase 2, dopo il lockdown.

La Fase 2 è accolta con misto di timore e felicità.

L’Italia è pronta a ripartire dopo un lockdown di quasi 2 mesi dal quel famoso 8 marzo 2020 in cui gli Italiani sono stati messi in lockdown e sono stati garantiti solo i servizi essenziali come i supermercati, le farmacie e i tabaccai e una parziale riapertura nel mese di aprile per cartolerie e attività per articoli e abbigliamento per bambini (crescono).

La pandemia dichiarata dall’Oms lo scorso 11 marzo 2020 ci ha costretto a un isolamento forzato, ma le misure del governo hanno funzionato per rallentare la diffusione del coronavirus.

L’Italia è quindi pronta a ripartire dopo un lockdown forzato di 2 mesi che ha avuto tanti effetti positivi come la riduzione dello smog, il risveglio della natura e delle nostre coscienze.

Finalmente si potranno rivedere i “congiunti”, come li ha definiti il Presidente del Consiglio Conte.

Il termine congiunti ha scatenato la simpatia degli italiani, che si sono chiesti chi fosse congiunto per avere una scusa in più per uscire, ha lasciato spazi aperti per capire chi si poteva incontrare o meno, sempre a distanza di almeno un metro e con la mascherina.

Anche i social si sono scatenati : CERCASI CONGIUNTO VISTA MARE no perditempo.

La fase 2 è il giorno in cui 4,5 milioni di persone tornano al lavoro.

La fase 2 è dove si testano le misure di sicurezza sui mezzi pubblici.

La Fase 2 è quella in cui esci di casa e ti ritrovi il mondo in mascherina.

Le linee guide per la fase 2

Il monito del Presidente Conte è “fate i bravi”.

Le linee guide le abbiamo:

  • Lavati spesso le mani
  • Non toccare occhi e bocca
  • Mantieni la distanza di sicurezza, almeno 1 metro
  • Esci solo per necessità, per fare la spesa, per andare al lavoro, per salute
  • indossa la mascherina

Per molti italiani è stato uscire di casa dopo quasi 2 mesi, con la fine della fase 1.

Il 4 maggio 2020 è stato il giorno in cui i figli hanno rivisto i genitori, i nonni i nipoti anche se a distanza e con la mascherina.

Il 4 maggio 2020 è stato il ritorno per le strade, il correre al parco, le risate dei bambini, il ritrovarsi dei ragazzi.

Non tutte le misure di prevenzione sono state rispettate: la Polizia locale è intervenuta più volte per dividere gli assembramenti di famiglie e amici al parco, ma tutto sommato noi, la gente, gli italiani, siamo stati “bravi”.

L’inizio di questa nuova fase NON VUOLE DIRE però LIBERI TUTTI.

Il virus è ancora tra noi. Gira liberamente.

Non abbiamo fatto i tamponi per sapere se siamo positivi asintomatici, se per caso abbiamo già contratto il virus (magari senza accorgercene).

Qualche azienda privata si è organizzata con i test sierologici, per il graduale rientro dei lavoratori.

Questo lunedì è quindi un lunedì un po speciale: la prima giornata della ritorno alla vita post pandemia è passata.

Ora si inizia un altro capitolo.

Abbiamo vissuto un periodo difficile anche se forse ce ne accorgeremo nei prossimi mesi.

Molte persone non hanno quasi più voglia di uscire, si chiama “Sindrome della Capanna”: in fondo a casa si sta bene.

Ci mancherà sicuramente lo stare in famiglia, dedicarsi a noi e non correre.

Lo smart working o lavoro agile è ora tra noi, molte aziende si riorganizzeranno in tal senso.

E’ tempo però di ripartire. Ci sono moltissime attività che rischiano il fallimento, sia per gli aiuti statali non pervenuti ancora sia per la chiusura di 2 mesi e le nuove regole che porteranno ad incassare meno.

L’entusiamo e la voglia di fare degli italiani non manca, questa fase sarà ricordata come di “ricostruzione”, di darsi da fare e aguzzare l’ingegno per fare ripartire l’economia. Parlo della volontà dei singoli, di noi, che siamo sempre pronti a non farci abbattere.

Ce la faremo, perché ci diamo da fare, nonostante il dibattito politico acceso da campagna elettorale che quasi infastidiscono.

Ce la faremo, siamo italiani.

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